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Barbagianni

Avifauna > Rapaci notturni
Barbagianni - Tyto alba (Scopoli, 1769)
Borgo Bonsignore _ Ribera (AG)
Il Barbagianni è un rapace notturno, sedentario, grande circa una trentina di centimetri. Possiede una notevole apertura alare – anche fino a 1 metro di ampiezza – che sfrutta in lunghi voli notturni in aperta campagna, durante le battute di caccia. Rane, arvicole, talpe e topi costituiscono la sua “dieta base”, alla quale può aggiungere grossi insetti. Come accade per altri rapaci, inghiotte le proprie prede intere, rigurgitando successivamente pelo, ossa ed esoscheletri di insetti sotto forma di borre (piccoli ammassi sferici). Nonostante i suoi movimenti in volo siano più lenti rispetto a quelli di altri uccelli notturni, in caso di pericolo riesce a involarsi e a fuggire facilmente.
Questo Strigiforme ha una diffusione cosmopolita: dalla Penisola Scandinava a grande parte del continente africano, dall’America centrale e settentrionale all’America latina, sino a Indocina e Australia, il Barbagianni è presente in tutti i continenti, eccetto l’Antartide. Ama cacciare nei prati, in zone incolte erbacee e zone ecotonali, abbondanti di siepi, filari e corsi d’acqua. Nel bosco, predilige le zone marginali, mentre evita le fasce più ricche di vegetazione dell’interno. La sua presenza è particolarmente favorita da grandi aree aperte, magari con canali di irrigazione e fiumi. Tuttavia, non risente particolarmente dell’intervento dell’uomo sul territorio: frequenta tranquillamente ambienti antropizzati quali parchi e giardini, nonché caseggiati rurali in zone di campagna coltivata.
Nelle zone interne e periferiche dei centri urbani può insediarsi con facilità in aree rurali a mosaico. Cascinali, silos, fienili, ruderi, soffitti e travi di vecchi edifici vengono facilmente assunti come rifugio e base per il nido, che non sarà mai veramente “costruito” ma semplicemente assumerà le sembianze di un luogo protetto e riparato. Durante la stagione degli amori, il maschio corteggia la femmina offrendole una preda. Tra aprile e maggio, i mesi della riproduzione, vengono deposte dalle tre alle nove uova, che saranno covate dalla femmina per circa quaranta giorni. Durante questo periodo, è il maschio a provvedere al nutrimento della compagna. Una volta nati, i pulcini saranno poi accuditi e nutriti, ancora per diverso tempo, da entrambi i genitori.
Le numerose sottospecie di Barbagianni presentano piccole differenze nei colori del piumaggio, sempre molto luminoso. Tratto comune alle diverse sottospecie è la parte superiore, che mescola color grigio cenere, arancione pallido e giallo ocra, ma anche ventre e petto completamente bianchi. Le differenze tra i sessi non sono accentuate: le femmine sono di poco più grandi dei maschi e il loro piumaggio è di colore leggermente più scuro. Caratteristiche inconfondibili sono gli occhi profondi e obliqui, e la maschera facciale bianca a forma di cuore. Proprio questa macchia bianca non è solo una prerogativa cromatica della specie, ma riveste anche importanti funzioni di senso: utilizzata come se fosse un grande padiglione, attraverso di essa sono incanalate e trasmesse le onde sonore verso i canali auricolari, in modo tale che possano essere uditi suoni a una grande distanza. Sono proprio le sue capacità uditive, e visive, a rendere il Barbagianni un temibile predatore.


Descrizione scientifica da:   
Borgo Bonsignore _ Ribera (AG)
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